lunedì 18 novembre 2013






Dove tutto ebbe inizio.



Ero appena entrata nel mio paese dei balocchi.
Una sala enorme, con illuminazione discreta e persone che si muovevano, se osservavo solo le loro teste, come se fossero su un campo di pattinaggio.
Fluivano volteggiando, chi concentrato, chi con gli occhi chiusi, chi con gli occhi volti a terra, qualcuno sorridendo.
Uomini e donne, ma le donne erano più belle: vestiti eleganti, neri principalmente, ma anche colorati.
Una cosa avevano in comune i loro abiti: erano svolazzanti, grazie a spacchi generosi lungo i fianchi, o a causa della loro attenta fattura sartoriale, ricca di  morbidezze generose che, ad ogni volteggio, continuavano autonomamente il movimento iniziato dalla ballerina per poi richiudersi composte solo qualche secondo più tardi.
Gli uomini che le abbracciavano  erano più vari nello stile. Alcuni perfetti, con vestiti neri e giacca scura, altri più informali: pantalone e camicia maniche lunghe.
Qualcuno era decisamente più sportivo, con magliette mezze maniche, come per  ribellarsi ad una tacita etichetta di eleganza che avvolgeva la sala.
Le luci erano soffuse e lungo le pareti c’erano tavolini con tovaglie rosse e piccole candele danzanti nei loro bicchieri che ovattavano il tutto sfumandone i contorni.
In fondo, sul palco, la postazione del musicalizador dominava tutti con discrezione: il contorno del volto era seminascosto dal computer aperto, su cui egli era concentrato nella scelta dei brani da proporre. Un occhio alla sala e un occhio alla compilation.
La scaletta musicale era  importantissima, come il pavimento e l’illuminazione, per rendere la serata perfetta.
Ma il musicalizador sembrava essere all’altezza della situazione, e la sequenza dei brani: tre vals, quattro tanghi, tre milonghe e  quattro tanghi a rotazione sembrava soddisfare la platea dei ballerini.
Erano in molti sulla pista, infatti, e ad ogni cortina, lo stacchetto musicale che intervalla un gruppo di brani dall’altro, il flusso ritornava composto alle sedie, per poi ripopolare la pista alla partenza del successivo gruppo di brani
Erano gli uomini che, secondo il galateo dell’ambiente tanguero, invitavano le donne, alcune  delle quali li avevano già scelti con gli occhi (la mirada, sempre secondo il galateo).
Altre, meno avvezze a queste abitudini, aspettavano fiduciose, sventagliandosi con atteggiata  noncuranza.
Nonostante la pista si riempisse ad ogni tanda (il nome di ogni gruppo di brani), molte persone rimanevano ancora sedute. Magari per riposare, o forse per mancanza di inviti.
Con disappunto notai, infatti, che erano più donne che uomini, le persone sedute.
“Peccato che anche in questo ambiente ci siano più donne che uomini”, pensai.
Poi il biglietto di entrata, la conquista del tavolino prenotato ed una veloce svestizione ci permisero di arrivare al momento clou: infilare le scarpette da tango.
Un rito che trasforma chiunque, come se si fosse appena scesi dalla zucca per apprestarsi a salire la scalinata del castello reale e le scarpe da ballo ne fossero il lasciapassare.
Seduta al mio posto, con il sicuro accompagnamento di ventaglio e bottiglietta d’acqua sul tavolino al mio fianco, osservavo finalmente i piedi dei ballerini di quello che, per una appassionata di tango come me, rappresentava un  meraviglioso paese dei balocchi personale.
Mi scorrevano davanti sandali luccicanti, colorati o più discreti, dalle forme varie, ma tutti con tacchi altissimi, che avvolgevano piedi  impegnati in deliziosi piccoli passi a ritmo di musica.
I piedi degli uomini, vestiti da eleganti scarpe legate e perfettamente lucidate, riempivano il vuoto lasciato sul pavimento dai piedi delle dame, e facevano da guida e sostegno per le meravigliose figure che molte di esse mi regalavano.
Disegni fatti sul pavimento da punte che interpretavano ochos e abbellimenti si alternavano ad arabeschi fatti nell’aria durante bolei  o ganci richiesti dal partner  o rubati al tempo del ballo.
Qualche coppia  si limitava a interpretare i tanghi con semplici camminate e poche divagazioni, ma la moltitudine si divertiva con l’improvvisazione di figure eleganti, mai viste in nessun altro ballo.
Ed il flusso di ballerini mi scorreva davanti, seguendo la ronda, il percorso antiorario che le regole  del ballo impongono.
Un tango, due tanghi, tre tanghi.
Osservavo tutti quelli che riuscivo, cercando volti conosciuti. Ma era la prima volta che entravo in quella sala.
Avevo iniziato a frequentare la scuola di tango in un’altra città a cento chilometri di distanza, e, dopo sei mesi di lezioni, avevo finalmente preso coraggio e seguito la mia maestra fino a Torino.
Torino, è, dopo Parigi, la città europea  più importante per il tango argentino .
Erano, quindi, per me tutti bravi e bellissimi da vedere. E non vedevo l’ora di diventare come loro.
Era finita la tanda.
Dopo la cortina ripartiva  una nuova tanda: questa era  la volta dei vals.
La mia maestra si era alzata , invitata da un bravissimo tanguero di sua conoscenza e io ero rimasta lì, in attesa.
Poi un volto sconosciuto, in abito scuro elegante, giunto davanti a me, mi chiese: “Balli?”.
“Si. Grazie” risposi, alzandomi anche io.
E iniziò la mia nuova vita.



martedì 30 luglio 2013


Karen aiuta i consumatori    

Sicurezza alimentare: dagli USA una consulente virtuale per i consumatori.

Gli AVATAR sono quelle gentili persone con voce da “navigatore” che, sui più disparati siti web ci aiutano a visualizzare ed utilizzare le bollette del telefono e dell’energia elettrica.
Ora, però, possono anche aiutarci a scegliere il pollo migliore al supermercato, o a conservare nel migliore dei modi la parmigiana alle melanzane appena cucinata.

Anche questa volta, come per l’Autocontrollo Alimentare, imposto a tutte le aziende secondo il metodo HACCP ideato dalla NASA, la novità arriva dagli USA.
Il Dipartimento dell’Agricoltura Americano ha messo, infatti, a disposizione degli utenti un sito sul quale trovare le risposte ai propri dubbi su un argomento  così importante per la salute pubblica:la sicurezza igienica degli alimenti.
La spinta, come allora, è data dalla volontà di ridurre le Malattie a Trasmissione Alimentare, che incidono per il 50% sul totale delle patologie  a livello mondiale.

Su questo sito sono state raccolte più di 1500 domande e relative risposte, ma chiunque può porre il proprio quesito usando uno degli strumenti a disposizione (post diretto, e-mail, chat o contattando un numero dedicato).
Il team di esperti, che è dietro al sito, risponderà ad ogni domanda.
La cosa interessante è che, insieme a questo sito, è stata sviluppata, da circa un anno, un’applicazione mobile gratuita, che ci permette di porre domande in tempo reale dal nostro smartphone (sia che utilizzi sistema Android o iOS), nel caso avessimo dei dubbi al supermercato o durante una cena con amici.
Ecco alcuni esempi di domande alle quali trovare risposta:
- Quali sono i tempi di conservazione raccomandati per le uova?
- Come deve essere cotta la carne di coniglio in sicurezza?
- Per quanto tempo si possono conservare frutta e verdura?
Il sito può essere utilizzato da tutti, anche qui in Italia.
Le domande sono in inglese o in spagnolo, ma di facile comprensione.
Per chi vuole conoscere Karen questo è l’indirizzo web: http://askkaren.custhelp.com .



Vivere

"Vivere una sola vita,
in una sola città,
in un solo paese,
in un solo universo,
vivere in un solo mondo
è prigione.
Conoscere una sola lingua
un solo lavoro
un solo costume
una sola civiltà
conoscere una sola logica
è prigione".
               Ndjock Ngana (poeta camerunen)

martedì 22 maggio 2012

Il Mongol Rally: un’avventura Speciale.

Si sa, i giovani amano l’avventura.
Ma quando mio figlio, l’altro giorno, mi ha comunicato di voler partecipare quest’estate al Mongol Rally, non pensavo che fosse una cosa tanto speciale.
Invece, dopo essermi documentata, sono rimasta a bocca aperta!
Il Mongol Rally è una gara non competitiva, organizzata dall’inglese League of Adventurist International Ltd..  che ha l’obiettivo di portare fondi e aiuti ad organizzazioni socialmente utili in Mongolia e nei paesi che vengono attraversati.
Ad oggi , le varie edizioni di questo rally hanno permesso di raccogliere oltre 1,73 milioni di euro.
La partenza avverrà il 16 luglio, contemporaneamente da Londra e Praga, per arrivare ad Ulaan-bataar, in Mongolia dopo 4 o 5 settimane.
L’auto utilizzata (di piccola cilindrata) verrà donata, una volta giunti a destinazione. Gli equipaggi partecipanti,  inoltre, hanno il compito di raccogliere, tramite sponsor, offerte in denaro da devolvere in beneficenza a favore di programmi di sviluppo presenti nelle zone attraversate dal Rally.
Perciò ogni squadra deve, per regolamento, raccogliere 1000 sterline inglesi (circa 1300 euro) da donare ad enti benefici individuati dall’organizzazione.
L’ente individuato per questa edizione del Rally è il Lotus Children’s Center di Ulaan-bataar,che si occupa di garantire ai bambini vulnerabili e alle loro famiglie i fondamentali diritti umani di cibo, salute ed istruzione.
Il percorso è libero e privo di assistenza tecnica e tecnologica.
I km da percorrere sono 16.000, attraverso paesi, deserti e steppe di quasi tutta l’Eurasia.
L’importante è arrivare a destinazione.
La prima edizione del Mongol Rally risale al 2004, quando 6 auto sono partite da Londra.
Ogni anno è aumentato l’entusiasmo per tale avventura e i gruppi in partenza per l’edizione del 2012 saranno alcune centinaia.
Il sito ufficiale di questa organizzazione è http://www.theadventurists.com/the-adventures/mongol-rally

P.S.: Mio figlio, dopo un paio di settimane, mi ha detto di aver rimandato quest’avventura all’anno prossimo, per problemi tecnico-organizzativi, …e confesso di aver tirato un sospiro di sollievo materno, nonostante il grande apprezzamento provato per questo evento!

giovedì 23 febbraio 2012

Piaceri nuovi e antichi


L'amico ritrovato.
Sorrisi,
una gentilezza,
un germoglio,
la telefonata attesa
e la telefonata inattesa,
parole
parole dolci
e parole forti,
parole serie
e parole ridenti,
un abbraccio,
un tango
un vals
una milonga
e un salutarsi compiaciuto,
un messaggio d'intesa
e un messaggio scritto con passione,
un fiume di parole
per capirsi
per raccontarsi,
una cioccolata calda al bar,
una coccola,
l'ansia del primo incontro,
il sorriso sulle labbra
che riappare più volte
dopo il primo incontro,
il secondo incontro,
la sensazione di stare bene,
magia.




Buona educazione canina.







Dopo 16 anni di passeggiate col mio cane e relative "raccolte pupù", ieri pomeriggio, in uno di "quei" momenti critici, mi è squillato il telefono.

Sono stata presa dalla telefonata, un pò lunga, e , quindi, in attesa di terminarla e adempiere ai miei doveri di brava padroncina, abbiamo sostato, io e Otis, nei pressi del "fattaccio", avvenuto su un mucchietto di neve.

Ma la telefonata si è protratta per cinque minuti, e poi ancora per altri cinque minuti.....

Così Otis, ad un certo punto, si è seccato, mi ha guardata e, con l'innata eleganza dei barboncini, si è rassegnato a rimediare a quella che lui riteneva essere una mia caduta di stile: colpetto dopo colpetto, con il naso, ha spostato la neve e ha ricoperto il tutto!!!!

"L'uomo è l'unico animale che arrossisce, ma è anche l'unico che ne ha bisogno" scrive Mark Twain.

Chiudendo la telefonata e compiendo, finalmente, il mio dovere, pensavo a quanto mi sarebbe piaciuto che ad assistere a questo edificante quanto naturale gesto del mio cane ci fossero state le tante persone maleducate che ci circondano.

mercoledì 22 febbraio 2012

Il profumo di zagara








Otis, il mio barboncino ormai sedicenne, ha tutti gli acciacchi dell'età: non ha più l'udito, ci vede pochissimo, zoppica vistosamente per due zampette con seri problemi...
Ma, quando mette in funzione l'olfatto, è ancora un segugio scatenato!!!
Ieri pomeriggio, ai giardinetti, ha annusato ogni centimetro quadrato dell'erba appena liberata dalla prigionia della neve e sembrava letteralmente ubriaco di odori e profumi..
Sono addirittura convinta che, per casa, mi segua solo più grazie al mio odore, rimanendo sempre a non più di due metri da me, nonostante le difficoltà di deambulazione...
Osservare lui mi fa pensare a quanti profumi avvolgono la nostra vita, e quanti di questi realmente "annusiamo", lasciandoci scivolare addosso chissà quali altre fragranze....
Noi possediamo circa 50 milioni di terminazioni nervose, che fungono direttamente da recettori per l'odore, senza bisogno di mediatori con il mondo esterno; per questo motivo si suppone che l'olfatto sia il senso più antico e primitivo.
Sappiamo, inoltre, che è strettamente collegato con una delle parti più primitive del cervello, il sistema limbico, sede del controllo delle emozioni e ciò spiega il potente e, qualche volta, inconscio, impatto di un odore.
La memoria di un profumo ci rimanda ad una persona, ad un episodio della nostra vita, ad un ambiente.
Il bouquet del vino rosso ci ricorda frutta e fiori estivi, le spezie ci inebriano i sensi, un gelsomino in fiore ci avvolge di una dolce nebbia impalpabile, inseguiamo l'aroma di caffè per le stanze di una casa, il profumo della pelle di una donna o di un uomo ci ricorda spezie africane e ci fa fremere...

"Colui che domina gli odori domina il cuore degli uomini", scrive Suskind, per giustificare le azioni del suo protagonista..

Ecco.
Oggi, in un timido abbozzo di primavera, il profumo e l'odore della natura, finora congelato in uno stato che non è il suo, pare esplodere insieme ai germogli della mia camelia.
Tempo fa, a spasso per le strade di Sorrento, il profumo delle zagare dei viali di limoni, presenti ovunque in quella città, riuscì quasi a stordirmi, mentre gli abitanti ne erano, purtroppo, ormai assuefatti..

Non facciamo che il rumore di fondo della nostra vita quotidiana ci renda insensibili ai miliardi di molecole volatili che la natura di soffia addosso.

Fermiamoci, e annusiamo anche noi.

lunedì 24 ottobre 2011

Chiedi anche a me se sono felice










Si, chiedimelo e ti risponderò che lo sono.

Strana sensazione, mai provata, di non avere angoli bui in agguato nella mente, pronti ad oscurare la giornata al mio risveglio, o a frenare un momento allegro.

Talmente strana che mi ritrovo sovente ad aspettare che succeda qualcosa di brutto...

Ma per fortuna non succede.

Ed io, un pò disorientata in questo nuovo mondo sereno, mi muovo con sempre maggiore leggerezza e sicurezza.

E leggo, dormo, vado al cinema, cambio città, esco con le amiche, decoro case e la mia anima.

Ma, soprattutto, ballo.

Il tango argentino, conosciuto da qualche anno e amato da subito, mi accompagna in un abbraccio globale, che mi fa diventare leggera, leggiadra e mi fa sentire bella, e felice.

Sono sicura di meritarmelo.

Grazie Hannina, grazie Luigi.


















venerdì 26 marzo 2010

Anche la matematica ha cuore


Ho un amico, Alessandro, che ama la matematica e che, cosa importantissima, si preoccupa di insegnarla a menti elette.

Anni fa la insegnava al Politecnico di Milano, ora alla Emory University di Atlanta...

Mi piace, quello che fa, anche se io sono in grado di capire ben poco, delle sue derivate...

Alessandro è il collegamento tra la matematica e la vita di tutti i giorni e ,se lo sentiste in una delle sue conferenze, capireste il perchè.

A Bergamo Scienza ha fatto, tempo fa, una lezione sull'utilità della matematica, ha cercato di spiegare che la sua, la nostra matematica, gli ha permesso di progettare una marmitta ottimale per una motocicletta famosa, che riduce al minimo i turbinii dei gas al suo interno.

Ha anche elaborato un modello particolare di frigorifero per la gioia delle massaie, ma, soprattutto, ha elaborato modelli matematici che permettono ai medici di calcolare i rischi di rotture dei vasi sanguigni, sottoposti a particolari patologie o a trattamenti ad esse consecutivi.

In quella sua lezione ha affascinato decine di studenti delle scuole superiori, e spero che abbia dato la spinta alla curiosità di molti altri dei presenti.

Ora sta lavorando ad un progetto ben più ambizioso, negli USA.

Spero che riesca a raccogliere i fondi necessari per realizzarlo.

Se queste mie parole vi hanno incuriosito, cliccate qui. http://maddmaths.simai.eu/schede-divulgative

Buon lavoro, Alessandro.


giovedì 25 marzo 2010

ricordati.........


ricordati di essere felice!

martedì 23 marzo 2010

Il sapere


Il sapere non è un dono ma una faticosa conquista . (Giordano Bruno)

lunedì 22 marzo 2010

Yes, they can


Oggi le prime pagine dei nostri quotidiani non sono invase solo da notizie sul ridicolo caos politico che ci sgomenta.

C'è una notizia positiva che ci giunge dagli USA: é stata approvata alla Camera la riforma sanitaria, al termine di una battaglia durata mesi.

La riforma non istituisce ancora una sanità pubblica, ma consentirà di stipulare un'assicurazione con un sistema di aiuti pubblici.
Ciò permetterà l'accesso agli aiuti pubblici a circa 32 milioni di americani, ai quali, finora, non era consentito.

Bel passo in avanti. Una riforma storica, dicono.
E cosa succede invece qui da noi?
Mi chiedo che strane deviazioni abbiano intrapreso i nostri legislatori, dopo il periodo in cui, in età scolastica, presumo abbiano studiato sui libri classici dell'etica della correttezza morale e della saggezza filosofica.
D'accordo che "l'erba del vicino è sempre più verde", ma qui rischiamo di non trovare neanche un pò di terreno terreno fertile, nel quale tentare una piccola semina.
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domenica 21 marzo 2010

Alzare il volume


Leggendo, come di consueto, l'inserto domenicale del 24 ore, mi colpisce il titolo di un articolo breve: "Alzare il volume"

Ci penso, a passeggio col cane.

E mi rendo conto che è bello poter alzare il volume della musica preferita per poterla assaporare in pieno: mio figlio lo fa sempre (sigh)...

Ma in realtà realizzo che possiamo alzare il volume non solo della musica preferita, che possiamo andare oltre e alzare il volume della nostra vita.

Possiamo nascondere il disturbo di base, quel noise fastidioso che, talvolta, ci costringe a spegnere la radio.

Alziamo il volume!
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lunedì 15 marzo 2010

sorrisi



Chissà perchè, ma una cosa che nel momento del racconto mi ha fatto sorridere piacevolmente, ora, a distanza di due giorni, ogni volta che la ripenso, mi fa ridere sempre di più.

Forse perchè il ricordo ora si ridefinisce, i contorni si contrastano maggiormente, estrapolati da un contesto nuovo in cui tutto era in realtà piacevole e curioso al tempo stesso.

Ma è comunque bello avere un pensiero positivo che ti fa ridere con una dolcezza e serenità inaspettata.

Che fa si che le persone che incroci al semaforo ti vedono ridacchiare da sola e si chiedono per un secondo su che radio sei sintonizzata..

Bello.

Spero che mi ritorni in mente ancora per un bel pò, questa visione di un uomo con un corvo dall'ala rotta racchiuso in uno scatolone di fortuna, che cerca di colpire alla cieca col becco il suo salvatore attraverso il fragile cartone.

E la visione delle signore nella sala d'aspetto del veterinario con in braccio i vari FruFru e Mimì che li osservano con sguardi pietosi......

Grazie warp, sei stato grande.

domenica 14 marzo 2010

awake

In realtà basta poco, alle persone positive, per risvegliarsi.
Per scuotere la tovaglia, eliminare le briciole di un convivio passato e fare il bucato per eliminare le macchie rimaste.
Magari è necessario un trattamento più drastico, un pò di varechina, per togliere le macchie più persistenti.

Ma quello che ne esce è una tovaglia ripulita.

Un pò più consunta, vero, poichè ad ogni lavaggio il cotone, se pur resistente, perde un pò della sua elasticità.
Ma comunque si può riutilizzare per allestire un nuovo convivio.

Il poco che ti porta lo scossone può arrivare da molti fronti:
Un nuovo lavoro.
Un nuovo obiettivo da raggiungere, un cambio di casa.
Un libro che ti lascia il segno.
Un tango.
Un pomeriggio piacevole.
Una persona positiva che incontri e ti sorprende.

E allora il poco in realtà non è più così piccolo, diventa vitale, germoglia.
La spora riprende acqua e luce e torna a vegetare.

E la persona positiva si risveglia e riparte, forse meno morbida, ma consapevole della bellezza di quello che può vivere.




martedì 2 marzo 2010

Vuoti d'aria


Ho sempre avuto terrore dell'ottovolante.

Ci sono salita una volta, su una versione soft, a Gardaland, incitata e incoraggiata dai figli.

Ricordo ancora la sensazione terribile di mancamento, di panico assoluto durante i pochi secondi della discesa...

Ricordo anche il panico provato sul camminamento laterale interno alla cupola di S. Pietro.

Il vuoto.

Che in fondo non è vuoto.

E' aria .

Difficile galleggiare nell'aria, per quanto ci dia la vita.

Preferisco galleggiare nell'acqua e sull'acqua, per quanto essa, invece, possa darci la morte.

Ecco, do un nome alla mia sensazione.

Preferisco l'acqua perchè mi accarezza la pelle, la sento su di me.

La sento prendere forma e scostarsi alla mia bracciata, rispondermi gentilmente se io mi muovo gentilmente, schiaffeggiarmi se io nuoto agitata.

Ma la sento.
Risponde al mio corpo con le sue molecole.
Interagisce, si adatta a volte, a volte no, mi fa bere sorsi amari.

Ma c'è sempre.
So che c'è, pronta ad accogliermi nel suo letto, e a sorreggermi delicatamente, in qualsiasi parte del mondo io la cerchi.

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lunedì 1 marzo 2010

Cambiare


Se io non so cambiare quando le circostanze lo richiedono, come posso chiedere agli altri di cambiare? (Nelson Mandela)

sabato 27 febbraio 2010

L'amico dell'oroscopo


" In questo momento puoi essere sia il fiume sia il ponte.
Anzi, ti consiglio vivamente di fare tutto il possibile per essere entrambe le cose.
Lascio a te il compito di capire come questa metafora si applichi alla tua vita, ma ti do un piccolo suggerimento per cominciare. cerca di essere una forza della natura che scorre vigorosamente e al tempo stesso un rifugio per chi vuole stare vicino al tuo flusso, anche se non è ancora pronto a farne parte e a scorrere con te."


Per me Rob Brezsny è diventato un amico. I suoi scritti settimanali su L'Internazionale sono, più che un oroscopo, dei veri piccoli epigrammi alla Marziale dell' Antica Roma.

E' bello concedermi il tempo di leggerli tutti e dodici, non solo il mio.
Traggo sempre qualche cosa di utile, che mi fa pensare.

Questa settimana mi sono fermata al mio, allibita.
Sembra fatto apposta per me, ma non è la prima volta che provo questa sensazione.

Qualcuno mi direbbe che mi faccio troppo influenzare, ma io penso che la mia voglia di cogliere messaggi dove posso, per prendere energia positiva, sia uno dei miei lati positivi.
Soprattutto ora che non sono più convinta di averne molti, lati positivi...

Bene Rob, lo sto facendo. Sto cercando di essere il fiume che scorre e il rifugio al tempo stesso.
E' quello che devo e voglio fare.



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martedì 23 febbraio 2010

A proposito di lasciarsi sorprendere..


Mia figlia ha ripreso stasera una frase che avevo cavalcato all'inizio di dicembre, e di cui mi ero dimenticata : ho deciso di lasciarmi sorprendere!
Beh, l'ho riletta con un pò di stupore, con occhi diversi da allora.
Mi sono chiesta perchè l'avessi dimenticata.
Era un bel proposito.
E mi stavo lasciando sorprendere da persone e fatti.
Chissà come mai, la sorpresa nel frattempo si è nuovamente trasformata in aspettativa, in ansia.
Aspettativa per piccole grandi cose, ansia di essere all'altezza di aspettative altrui.
Nessuna sorpresa mi ha ultimamente rallegrato, nonostante strenui tentativi, forse neanche ben chiari ai miei occhi, dinuovo offuscati...
Forse bisogna mettere anche alle nostre menti un remember temporizzato, che, una volta al mese, alzi la bandierina colorata e ti ricordi i buoni propositi dei periodi precedenti, riportandoti sul sentiero principale, se ti fossi per caso allontanato..
Rileggendoti il verbale della tua ultima riunione di condominio, nella quale cuore, anima e mente hanno votato per le azioni che hai poi intrapreso.
Chissà che cosa troveremmo se potessimo leggere tutti i verbali degli ultimi anni....
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sabato 20 febbraio 2010

Cuore, mente ed anima

Devo ringraziare due persone, entrambe di nome Andrea, dai quali,oggi , seppur a loro insaputa, ho ricavato energia.

Il primo Andrea ha scritto questa frase:

"Il cuore sa cosa vuole, ma per la mente non sempre la cosa è giusta, e l'anima spera che i due si mettano d'accordo"

Il secondo Andrea ha scritto invece queste parole:

"Pensa a qualche persona con cui sei stato bene, con cui è piacevole parlare, che esalta il bello che c'è in te. Se l'hai trovata, vai in quella direzione. Qualunque cosa ne venga fuori sarà comunque un regalo."

Sperando che qualcun altro legga queste parole e ne tragga altrettanta energia, le faccio mie, sperando con tutto il cuore che non ne abbiano a male i due autori.

Grazie, Andrea, mi avete fatto stare meglio.